Dallas cowboys cheerleaders: il regolamento stravagante che nessuno ti dice

La febbre per le Dallas Cowboys Cheerleaders, riaccesa dalla terza stagione di America’s Sweethearts, ha riportato alla ribalta un universo di paillettes, trucco impeccabile e… regole ferree. Ma se pensavi che la routine di ‘Thunderstruck’ fosse la parte più impegnativa, preparati: l'essere una cheerleader delle Cowboys è un mestiere che richiede una disciplina quasi monastica, ben oltre le aspettative.

Un codice di condotta più rigido di quanto immagini

Un codice di condotta più rigido di quanto immagini

Le immagini patinate e la coreografia perfetta nascondono un sistema di regole che, come rivelano ex cheerleader e documenti inediti, può rasentare l'assurdo. Le stagioni passate della docuserie hanno accennato a qualche linea guida, ma una vera e propria immersione nel regolamento rivela un quadro completo di restrizioni sorprendenti, pensate per controllare ogni aspetto della vita delle ragazze.

Innanzitutto, l'aspetto fisico: si richiede un’“armonia di proporzioni” nell'abbigliamento da danza, un uso mirato del trucco per esaltare la “bellezza naturale”, e un divieto categorico di glitter. “Sfumature opache per gli occhi”, si legge nel regolamento, e niente false ciglia troppo lunghe o vistose. I colori delle guance e delle labbra devono essere “tonalità neutre vibranti”, evitando eccessi di contouring e illuminante, e assolutamente niente abbronzature dall'effetto “arancione”.

Ma la cosa più sconcertante è il divieto di frequentare giocatori della squadra. Come testimoniato da ex cheerleader, la regola è così rigida da impedire persino un contatto sociale minimo: “Niente frequentazioni, niente relazioni, non si poteva nemmeno stare in loro compagnia”. A questo si aggiunge un rigoroso controllo del peso, con conseguenze drammatiche come dimostra la vicenda di Victoria Kalina, costretta a confrontarsi con uniformi che non le andavano più bene quando ha preso qualche chilo.

E non finisce qui: niente jeans fuori dal palazzetto, niente chewing gum (una regola risalente all'epoca della direttrice Suzanne Mitchell, che vietava anche caramelle e bevande gassate, “perché ingrassano e perché il chewing gum è sconveniente!”), e persino un limite all'assunzione di acqua durante le prove. “Non lamentarsi”, recita un'altra regola, e bisogna essere sempre impeccabili con trucco e parrucca, non perdere mai una prova e seguire una dieta rigorosa, supervisionata dalla storica Kelli. Il tutto condito dall'obbligo di “donare un sorriso a ogni creatura vivente” e, soprattutto, di dire sempre “Sì, signora”.

Le cheerleader moderne devono evitare di pubblicare foto “provocanti” su Instagram, non introdurre estranei in contesti di gruppo (ricordiamo lo scandalo di Chandi nelle Bahamas) e, soprattutto, non divulgare informazioni sulla squadra sui social media, come ha imparato a sue spese KayDianna, sospesa per un semplice accenno alla vicenda di Chandi su TikTok.

Dopo aver esaminato questo regolamento, una domanda sorge spontanea: le Dallas Cowboys Cheerleaders sono atlete o prigioniere dorate? Resta da vedere se, come auspicato da molti, questo sistema di regole antiquato evolverà verso una maggiore libertà e rispetto per le cheerleader.