M.I.A. lancia Ohmni: l'abbigliamento anti-sorveglianza che divide tra attivisti e scettici
L'ironia della situazione è palpabile: mentre la crescente onnipresenza dell'intelligenza artificiale generativa scatena allarmi e timori di una sorveglianza capillare, la stilista e musicista M.I.A. risponde con una linea di abbigliamento che promette di proteggere la privacy. Ohmni, lanciata nel 2025, offre capi progettati per bloccare le frequenze elettromagnetiche, un tentativo audace – e forse un po' eccentrico – di contrastare l'invasività tecnologica che permea la vita moderna.

Un guardaroba per resistere al Big Brother
L'idea di base è semplice: offrire un'alternativa concreta, seppur bizzarra, alla sensazione di essere costantemente osservati. Dimenticate le passerelle patinate e le campagne pubblicitarie patinate; Ohmni si presenta con un catalogo che include letteralmente cuffie di carta stagnola e balaclava anti-riconoscimento facciale, ispirate, a detta dei creatori, a gruppi come l'IRA. Un'estetica provocatoria che non mancano di suscitare reazioni contrastanti.
La scelta di M.I.A. di affrontare questo tema è significativa, considerando il suo impegno politico e sociale. Tuttavia, la linea di abbigliamento solleva un interrogativo: è un gesto autentico di attivismo o una mossa di marketing sfruttando un'emergenza percepita? La risposta, come spesso accade, si colloca in un'area grigia.
Ho avuto l'opportunità di testare alcuni capi di Ohmni, tra cui il cappello in carta stagnola nero, il trench “C U Invisible” e la borsa a tracolla “Liquid Gold”. L'effetto complessivo, devo ammetterlo, era decisamente particolare: un look che oscillava tra l'esploratore delle cascate del Niagara e un frequentatore di rave party underground. Ironia della sorte, durante una passeggiata nel mio quartiere di Hollywood, mi sono sentita più osservata che mai, attirando sguardi curiosi e persino un commento positivo sulla mia giacca.
La domanda cruciale è: questi capi possono davvero proteggere dalla sorveglianza di massa? La risposta, purtroppo, è probabilmente negativa. Il trench “C U Invisible”, ad esempio, costa oltre 200 dollari, una cifra che renderebbe più sensato, dal punto di vista economico, semplicemente distruggere il proprio smartphone. Ma, al di là dell'efficacia pratica, Ohmni offre qualcosa di più importante: una maggiore consapevolezza della nostra vulnerabilità di fronte alle eccessive intrusioni del Big Tech.
Non mi illudo di aver trovato una soluzione definitiva al problema della sorveglianza, ma apprezzo qualsiasi iniziativa che ci spinga a riflettere su come proteggere la nostra privacy in un mondo sempre più connesso. Anche se si tratta, come in questo caso, di un'iniziativa legata al mondo della moda e del celebrità.