Sienna spiro: da studentessa bocciata a star mondiale inarrestabile
La lobby del Ludlow Hotel sembrava un campo di battaglia, ma Sienna Spiro, con i capelli raccolti in una crocchia disordinata e lo sguardo perso, era l'unica a combattere una guerra personale. Espulsa dalla sua stanza per un checkout tardivo, tra una foto shoot e un volo per Londra, la giovane artista incarna l'uragano del successo musicale.
Il debutto a sorpresa che ha conquistato il mondo
Solo quattro anni fa, Sienna Spiro abbandonava gli studi per inseguire un sogno: cantare e scrivere canzoni. Oggi, a soli vent'anni, con 1,2 miliardi di stream globali all'attivo e un album di debutto, Visitor, pubblicato per Capitol Records, è una delle voci più richieste del momento. Il singolo di lancio, “Die on This Hill”, ha fatto breccia nel cuore del pubblico, un ballata struggente al pianoforte, resa ancora più intensa dal timbro graffiante e profondo della sua voce. La performance al Tonight Show Starring Jimmy Fallon, con applausi scroscianti a metà canzone, ha sigillato il suo status di fenomeno.
“Tutto quello a cui riesco a pensare in questo momento è un panino al pollo,” ha confessato Spiro a Vogue, tra una risata e la fretta. Ma al di là della fame improvvisa, c'è una gratitudine profonda, quasi incredula, per l'onda di successo che l'ha travolta. “Cerco di essere presente, di assaporare ogni istante, perché so che questa non è la realtà.”

La genesi di un successo “scritto per sbaglio”
La storia di “Die on This Hill” è tanto inaspettata quanto affascinante. Un pomeriggio a Los Angeles, mentre scorreva video su YouTube, Spiro si è imbattuta in un’esecuzione di “Bohemian Rhapsody”. Nonostante una nonnissima familiarità con il pianoforte, ha sentito l'urgenza di imparare quel brano. “Non mi veniva bene, ero pessima, quindi ho quasi rinunciato,” racconta. Ma le poche note che le riusciva a estrapolare, maldestre e imperfette, l’hanno ispirata. “La frase ‘die on this hill’ era qualcosa che volevo scrivere da tempo, quindi ho iniziato a improvvisare parole su quelle note sbagliate.”
In studio, con i produttori Omar Fedi e Michael Pollack, ha completato la canzone in un solo giorno. Un colpo di scena ulteriore: la traccia era inizialmente pensata come un brano uptempo, nello stile dei Fugees o di Lauryn Hill. “Ero disperata per una canzone veloce,” ammette. Ma è stato Fedi a suggerire la svolta decisiva: una ballad. “Ero incredibilmente testarda, ho detto di no. Volevo percussioni, qualcosa che mi permettesse di muovermi sul palco.” La sua ostinazione, però, l'ha portata a forzare una direzione sbagliata. “Omar aveva ragione. La versione ballad era quella giusta. Ho imparato a lasciare che la canzone mi dica cosa vuole, piuttosto che imporre la mia volontà.”

L'anima malinconica di una generazione
Spiro rivela di sentirsi “naturalmente triste”, un tratto ereditato dalla famiglia. “Non credo sia una cosa negativa,” precisa. “È solo un modo di essere, un'empatia profonda che mi permette di connettermi con le emozioni delle persone.” Ed è proprio questa malinconia, questa capacità di scavare a fondo, che rende la sua musica così autentica. “Ho sempre scritto per capire me stessa, per dare un senso alle mie insicurezze,” confessa. “A volte i miei amici mi dicono che sono troppo drammatica, che esagero. Ma io sono solo come sono, naturalmente.”
La sua passione per il vintage, alimentata dalle proiezioni dei film degli anni '60 che il padre le faceva da bambina, si riflette nel suo stile, che omaggia Barbra Streisand e le girl group dell'epoca. “Amo andare a scovare tesori nei negozi vintage,” ammette. “Mi sento me stessa quando mi vesto così, quando mi trucco e mi pettino come loro.”
Sul palco, però, Sienna Spiro si “spegne”. “Non mi ricordo nulla dopo l’esibizione. Forse è un segno di una performance riuscita.” La musica, per lei, è molto più di un lavoro: è una terapia, un modo per elaborare le difficoltà e connettersi con il mondo. “Ho sofferto di problemi di salute mentale da giovane, come molti ragazzi. Cantare è stato l'unico strumento che mi ha aiutato a superare quei momenti bui.”
Il futuro? Un mix di musica, vintage shopping e, naturalmente, panini al pollo. Ma soprattutto, la promessa di continuare a raccontare storie, con la voce unica e inconfondibile di un'artista che ha saputo trasformare la tristezza in bellezza.
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