In common with: l'artigianato del futuro si fa in laboratorio

Il confine tra produzione industriale e maestria artigianale è da tempo motivo di rammarico per gli appassionati di design. Ma cosa succede quando si cerca di colmare questa spaccatura, senza rinunciare alla scalabilità? È la sfida che In Common With, lo studio fondato da Nick Ozemba e Felicia Hung, ha accettato con coraggio, creando un modello unico che fonde tradizione e innovazione.

Un concept store che è finestra sul mondo del design

La loro avventura è iniziata nel 2018, ma le radici affondano nell'esperienza condivisa tra i banchi dell'università, dove entrambi studiavano design d'arredo. Oggi, In Common With non è solo uno studio di design, ma anche un concept store chiamato Quarters, ricavato in un loft del XIX secolo a Tribeca. Un luogo dove il vintage convive con le creazioni di artisti emergenti e, ovviamente, con le collezioni di In Common With. Quasi tutto è in vendita: mobili d'epoca, opere uniche, e le loro illuminazioni, trasformando lo spazio in un vero e proprio palcoscenico per il design.

La svolta più recente è rappresentata dalla collezione Lido, un'espansione ambiziosa nel mondo degli oggetti per la Casa, che segna un ulteriore passo avanti per il brand.

Un approccio modulare per una produzione su misura

Un approccio modulare per una produzione su misura

Inizialmente, In Common With si è concentrata sull'illuminazione per il settore dell'ospitalità – ristoranti e hotel – individuando un vuoto nel mercato per prodotti ben fatti e a prezzi competitivi. La chiave del loro successo è stato lo sviluppo di un sistema di produzione unico, che ha permesso di scalare rapidamente l'azienda senza investimenti eccessivi in stock. Assemblano i componenti su ordinazione, adottando un linguaggio di design modulare che consente una personalizzazione completa di elementi come applique, lampadari e lampade da terra. Un approccio che unisce l'efficienza industriale alla flessibilità tipica dell'artigianato.

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L'incontro con laguna~b: un omaggio al vetro di murano

Dopo anni di sviluppo e consolidamento delle relazioni con fornitori e laboratori artigianali, In Common With ha deciso di ampliare la propria offerta. Quarters ha giocato un ruolo fondamentale in questo processo, fungendo da vetrina per esplorare l'interazione tra diversi tipi di oggetti e definire un'estetica coerente. La collaborazione con Laguna~B, un'azienda veneziana specializzata nella reinterpretazione del vetro di Murano, rappresenta l'apice di questo percorso. Per la collezione Lido, Ozemba e Hung hanno scelto di abbracciare due tecniche artigianali secolari: il goti de fornasa e la tecnica murrine. Queste tecniche esaltano la spontaneità e la variabilità intrinseche al processo produttivo, valorizzando le piccole differenze che rendono ogni pezzo unico.

“Non si trattava di decidere se realizzare qualcosa a Murano, ma quando, cosa e come”, spiega Hung, sottolineando la loro passione di lunga data per il vetro. I risultati sono sorprendenti: lampade e bicchieri che fondono la tradizione veneziana con il linguaggio contemporaneo di In Common With. Ogni pezzo è realizzato a mano da maestri vetrai a Murano, per poi essere rifinito e assemblato nello studio di Brooklyn.

Un futuro di oggetti che creano un mondo

In Common With non punta a diventare un brand di lifestyle dall'oggi al domani, ma intende applicare i principi che hanno guidato il loro successo nell'illuminazione – esplorazione dei materiali, modularità, artigianalità – a una gamma di prodotti sempre più ampia, che comprende mobili, oggetti per la tavola e altro ancora. “Questa era sempre parte della nostra visione”, conclude Hung, “creare un mondo di oggetti che le persone possano vivere e abbracciare, o da cui possano trarre ispirazione per creare il proprio.” La cifra parla chiara: oltre 220 euro per un semplice bicchiere Meadow, un segnale tangibile del valore che il design contemporaneo, quando si unisce all'artigianato, può raggiungere.