anna paterlini – archeostorie: l'archeologia pubblica

Un impegno per l'archeologia pubblica

La storia di come l'archeologia ha iniziato a coinvolgere attivamente il pubblico è strettamente legata all'opera di **Richard Hodges**. Già a soli 16 anni, nel 1969, fondò il Box Archaeological and Natural History Society nel Wiltshire, in Regno Unito, manifestando un impegno duraturo verso la dimensione pubblica dell'archeologia. Questo interesse si è concretizzato in progetti significativi, dimostrando come la ricerca archeologica di alto livello possa integrarsi con una gestione innovativa.

Le prime esperienze: san vincenzo al volturno

Negli anni '80, Hodges ha guidato gli scavi di **San Vincenzo al Volturno** in Molise, un'esperienza fondamentale per la sua evoluzione professionale. L'obiettivo primario era coniugare rigorosa ricerca archeologica con soluzioni gestionali all'avanguardia, basandosi sulla convinzione che l'archeologia (e la storia!) possieda una forza intrinseca nel plasmare il senso di appartenenza e nel contribuire al benessere delle comunità, attrattive per investimenti e supporto.

La direzione della fondazione butrint

Successivamente, Hodges ha assunto la direzione scientifica della **Fondazione Butrint** (dal 1993 al 2012), un ruolo che ha consolidato la sua filosofia. Il progetto di Butrint ha dimostrato l'efficacia di questo approccio, trasformando un sito archeologico in un motore di sviluppo locale e un'attrazione turistica di rilievo. L'impegno di Hodges ha portato risultati tangibili, dimostrando il valore dell'archeologia come strumento di crescita economica e sociale.

Butrint: un contesto di transizione

Quando ripresero gli scavi a **Butrint** nei primi anni '90, l'Albania si trovava in un periodo di profonda transizione, passando da un regime socialista a una democrazia. La regione circostante il sito, la pianura di Vrina, non era economicamente prospera. Nonostante le difficoltà, il progetto archeologico ha rappresentato una speranza e un'opportunità di sviluppo per la comunità locale, stimolando l'economia e creando posti di lavoro.

L'importanza del coinvolgimento locale

Un aspetto cruciale del successo di Butrint è stato il coinvolgimento attivo della popolazione locale. La Fondazione ha cercato di creare sinergie con le comunità circostanti, offrendo opportunità di formazione e lavoro, e promuovendo la valorizzazione del patrimonio culturale. Questo approccio partecipativo ha contribuito a creare un senso di ownership e responsabilità nei confronti del sito archeologico, garantendo la sua sostenibilità nel tempo.

Archeologia e sviluppo sostenibile

Il caso di Butrint è un esempio emblematico di come l'archeologia possa contribuire allo **sviluppo sostenibile** delle comunità locali. Attraverso la ricerca scientifica, la valorizzazione del patrimonio culturale e il coinvolgimento attivo della popolazione, è possibile creare un circolo virtuoso che genera benefici economici, sociali e ambientali. L'opera di **Anna Paterlini**, che ha contribuito a documentare e promuovere questi risultati, testimonia l'importanza di un approccio integrato e partecipativo all'archeologia.