Spawn: il film che non nasce mai? todd mcfarlane non si arrende
Trent'anni dopo la sua irruzione fumettistica, Spawn è ancora avvolto in una nebbiolina di incertezza. Todd McFarlane, il creatore, continua a inseguire il sogno di un adattamento cinematografico degno del suo iconico personaggio, ma il progetto sembra destinato a languire in un limbo di sviluppo infinito. Un incubo a occhi aperti per i fan, ma anche un test di pazienza per lo stesso autore.
La genesi di un anti-eroe ribelle
Spawn, nato nel 1992 come fiore all'occhiello della neonata Image Comics, ha ridefinito il concetto di fumetto indipendente. Al Simmons, agente della CIA trasformato in demone-ibrido, è una figura tormentata, un guerriero intrappolato tra il cielo e l'inferno, costretto a combattere una guerra eterna. McFarlane, insieme ad altri artisti insoddisfatti delle rigide regole di Marvel e DC, ha fondato Image Comics per dare libero sfogo alla propria creatività, e Spawn è stato il simbolo di questa rivoluzione.

Un film fallito, un sogno infranto
Già nel 1997, Hollywood ha tentato di cavalcare l'onda del successo di Spawn, sfornando un film live-action interpretato da Michael Jai White. Un fiasco critico e commerciale, nonostante un incasso al botteghino discreto, che ha affossato ogni speranza di un franchise cinematografico. Ma McFarlane non si è mai arreso, alimentando la speranza dei fan con annunci e promesse di un reboot degno del fumetto originale.

King spawn: un riavvio in odore di horror
Da oltre sette anni, McFarlane è impegnato a realizzare il suo sogno. Ha scritto una sceneggiatura, collaborato con Blumhouse (la casa di produzione di “Get Out” e “A Quiet Place”), e persino ottenuto l'adesione di Jamie Foxx al ruolo di Spawn e Jeremy Renner nel ruolo di Twitch. Il progetto, attualmente con il titolo provvisorio “King Spawn”, si preannuncia come un horror R-rated, un'esperienza viscerale e spaventosa, lontana dagli stereotipi dei supereroi. “Voglio che il pubblico si senta come se stesse guardando un film di Jaws,” ha dichiarato McFarlane, “qualcosa che si nasconde nell'ombra, una minaccia incombente.”
L'ostacolo internazionale: un nome che non suona familiare
Il problema principale? Spawn, pur essendo un'icona per i lettori americani, non gode della stessa popolarità a livello globale. McFarlane lo ammette: “A Hong Kong, a Barcellona, in Polonia, nessuno sa chi è Spawn. Venom, invece, è un nome che fa scattare la curiosità.” Per questo, l'obiettivo è chiaro: realizzare un film che diverta il maggior numero possibile di persone, anche a costo di deludere i puristi del fumetto. “Dobbiamo fare un film che funzioni, un film che ci permetta di farne un secondo, un terzo, un quarto.”
La ricerca di un regista è ancora in corso. McFarlane ha incontrato diversi candidati, e ha ricevuto offerte “da veri professionisti”, ma non ha ancora annunciato ufficialmente il nome del prescelto. La produzione è ferma in attesa che tutti i tasselli del puzzle siano al loro posto. Un’attesa snervante, ma McFarlane è determinato a portare a termine la sua missione: dare a Spawn il grande schermo che merita, anche se ciò significa sfidare le convenzioni e i gusti del pubblico.