Bruselas, la capitale inaspettata della moda: un incontro stellare a la cambre
Chi l'avrebbe mai detto che una scuola di moda poteva riunire le menti più brillanti del lusso contemporaneo? A Bruxelles, in un'atmosfera surreale e amichevole, si è verificato un evento unico: una sorta di raduno di direttori creativi provenienti da ogni angolo del panorama fashion mondiale.
Un'aula magna ricca di talenti
Immaginate Matthieu Blazy, alle prese con la sua seconda sfilata di alta moda per Chanel, in un angolo, mentre Anthony Vaccarello, impegnato nella collezione maschile per Saint Laurent, scherza con Julien Dossena e Nicolas Di Felice. E poi Marine Serre, Julian Klausner, Olivier Theyskens, tutti nello stesso spazio, uniti da un legame indissolubile: La Cambre Mode[s], l'alma mater che li ha formati. Un'occasione speciale, resa ancora più significativa dalla celebrazione del quarantesimo anniversario del dipartimento e dall'omaggio a Tony Delcampe, il docente che ha plasmato generazioni di designer.
Potrebbe sembrare un eccessivo tripudio di nomi altisonanti (e i belgi, si sa, non amano le ostentazioni), ma il quadro è chiaro: questi sono alcuni dei protagonisti indiscussi del fashion system attuale. Blazy sta per presentare la sua nuova interpretazione del mondo Chanel, Vaccarello affina la visione maschile di Saint Laurent, Klausner si dedica a Dries Van Noten, Louis-Gabriel Nouchi al suo brand, Dossena ha appena svelato la resort collection di Rabanne, Olivier Theyskens ha scatenato l'entusiasmo con il lancio di Boloria, e Lea Peckre collabora attivamente con Nadège Vanhée per il debutto couture di Hermès. Un parterre de rois senza precedenti.
“Ci piace vederci, e penso che ci capiamo a vicenda. Gioia e dolore,” ha confessato Marine Serre, sottolineando l'atmosfera di condivisione e comprensione reciproca. “Eravamo così vicini e collaborativi,” ha aggiunto Lea Peckre, notando la gioia palpabile tra i presenti. Olivier Theyskens, con un'esclamazione di stupore, ha concluso: “Quando vedi tutti i nomi degli ex studenti e scopri dove si trovano, è incredibile.”

La cambre: più di una scuola, un'istituzione
L'evento, chiamato “Show Off”, ha sapientemente unito la professionalità di una sfilata con un'interazione informale tra la giuria e gli studenti. Dopo la presentazione dei lavori dei Master, i membri della giuria hanno dedicato due ore intense a conversare individualmente con ogni studente, un tempo senza distrazioni, un vero record in un'era dominata dagli smartphone. La Cambre, così, si conferma non solo un istituto di formazione, ma un vero e proprio ecosistema di creatività.
Olivier Theyskens, il primo a conquistare la scena parigina nel 1997, con il suo stile gothic-romantic, ricorda con affetto i suoi esordi: “Sono il veterano,” ha scherzato, riferendosi al suo ruolo di pioniere. La Cambre ha così dimostrato al mondo che, al di là dell'Antwerp Academy, esisteva un'altra fucina di talenti belga, capace di sfornare designer di fama internazionale.
Il segreto del successo di La Cambre risiede, in parte, nell'approccio didattico di Tony Delcampe. “Non facciamo mood board o schizzi, perché ripetono solo ciò che esiste. Non puoi immaginare partendo da quello,” ha spiegato Delcampe, sottolineando l'importanza di un approccio pratico e sperimentale. Gli studenti lavorano direttamente con i materiali, i volumi e il drappeggio, sviluppando una comprensione profonda del mestiere.
La Cambre si distingue anche per la sua struttura unica: un corso di cinque anni, finanziato dal governo belga, che offre una formazione completa senza l'onere di tasse esorbitanti. Questo permette a Delcampe e al suo team di selezionare gli studenti sulla base del talento puro, senza compromessi economici. L'ammissione è limitata a soli 50-60 studenti tra BA e MA, un numero ridotto che garantisce un'attenzione personalizzata e risultati straordinari. Il test di ammissione è impegnativo, una settimana intera dedicata a dimostrare le proprie capacità, con la necessità di padroneggiare il francese.
L'esperienza pratica è un altro pilastro fondamentale del percorso di studi: ogni anno, gli studenti sono tenuti a svolgere un tirocinio. Lea Peckre ha lavorato con Martin Margiela, Marine Serre con Alexander McQueen e Margiela, Ester Manas in diverse case di moda, acquisendo competenze che si sono rivelate preziose per lo sviluppo della propria creatività. Un vero e proprio affinamento professionale.
Molti laureati aprono le proprie etichette, ma molti altri vengono assorbiti direttamente dall'industria, intraprendendo una rapida ascesa verso le posizioni più prestigiose delle case di moda parigine. Il livello di preparazione degli studenti è talmente alto che la sfilata di La Cambre è diventata un vero e proprio osservatorio per i recruiter del settore. Raf Simons, ad esempio, ha individuato Blazy proprio durante una delle sue partecipazioni alla giuria, aprendogli le porte del mondo Margiela e di una carriera straordinaria. Un ciclo virtuoso che continua a ripetersi, anno dopo anno.
“Tony ha chiamato,” ha rivelato Julian Klausner, “e ha insistito. Quindi, non importa cosa stessimo facendo, dovevamo essere lì per celebrare e ringraziarlo.” Un tributo sentito a un uomo che ha saputo creare un ambiente di lavoro pragmatico e stimolante, in netta contrapposizione alla snoberia e alla pretenziosità che spesso caratterizzano il mondo della moda. “Qui facciamo vestiti, non un circo,” ha concluso Delcampe con il tipico understatement belga, rivelando il cuore pulsante di La Cambre: la passione per il mestiere, la dedizione al lavoro e un profondo rispetto per la creatività.