Hacks: il finale inaspettato e la storia di una donna che ha scelto il proprio addio
Il sipario è calato su Hacks, e non con un lieto fine convenzionale. La serie HBO Max, acclamata dalla critica, ha concluso il suo viaggio con una scelta coraggiosa e profondamente commovente: la diagnosi di cancro e l'eutanasia volontaria di Deborah Vance (interpretata magistralmente da Jean Smart), una leggenda della comicità che ha deciso di prendere in mano il proprio destino dopo decenni di umiliazioni e compromessi.
Un piano lungo sei anni, realizzato con il cuore
Paul W. Downs, co-creatore della serie insieme a Lucia Aniello e Jen Statsky, rivela che l'idea di questo finale scioccante era già presente fin dalla fase di pitching. “Abbiamo presentato l'episodio finale quando abbiamo proposto Hacks,” spiega Downs, seduto tra pile di riviste d'epoca nell'archivio di Esquire. “L'idea di Deborah che riceve una diagnosi, che vuole decidere il suo ultimo spettacolo e recarsi a Dignitas era già chiara.” La strada per arrivarci, però, è stata costellata di imprevisti, di una produzione segnata da eventi tragici e scioperi che hanno messo a dura prova l'intero team.
La serie, nata nel bel mezzo della pandemia, ha visto la troupe affrontare lockdown, malattie e persino un incendio devastante che ha distrutto la proprietà utilizzata come dimora di Deborah. “Jeff Rosenberg, il nostro assistant director, ci disse che era la produzione più ‘snakebitten’ che avesse mai visto,” ricorda Downs con un sorriso amaro. Ma nonostante le avversità, il trio di creatori non ha mai considerato di abbandonare il progetto, un “figlio” che hanno nutrito per oltre sei anni.

Jimmy lusaque: il pilastro di bontà in un mondo spietato
In mezzo al caos e alle eccentricità dei personaggi femminili, spicca la figura di Jimmy LuSaque Jr. (interpretato da Downs stesso), un talent manager che incarna la gentilezza e la lealtà in un ambiente spietato. La sua dinamica con Kayla Schaeffer (Meg Stalter), la sua assistente imprevedibile, è un elemento chiave della serie, un battito cardiaco secondario che aggiunge profondità alla trama principale. “Meg e io abbiamo avuto una chimica incredibile fin dall’inizio,” afferma Downs, “abbiamo imparato a volerci bene davvero.”
Downs, un artista poliedrico che ha lavorato come scrittore, attore, regista e produttore, sottolinea l'importanza di raccontare storie incentrate sulle donne. “Le donne sono più divertenti degli uomini. Punto.” Un'affermazione che risuona con la visione della serie, che esplora le sfide e le vittorie delle donne nel mondo della comicità, spesso ignorate o sminuite.

Un finale che parla di amicizia e di gioia
Il finale di Hacks non è solo una storia di malattia e morte, ma anche una celebrazione dell'amicizia e della gioia. Deborah, di fronte alla fine, trova conforto e forza nel legame con Ava, la sua partner creativa. “Il finale è sulla ricerca del significato della vita,” spiega Downs. “Per noi, è ridere con gli amici. Il fatto che la volontà di Deborah di vivere si ravviva grazie a una sessione di improvvisazione con la sua partner è, spero, un messaggio di speranza e di elevazione.”
La serie, che ha conquistato il pubblico e la critica con la sua intelligenza e il suo umorismo tagliente, lascia un vuoto nel panorama televisivo. Ma il suo lascito è innegabile: una riflessione profonda sulla vita, sulla morte, sull'arte e sulla forza delle relazioni umane. E, forse, un promemoria che anche nei momenti più bui, c'è sempre spazio per una risata.