Archeologo nel Kurdistan: intervista a Luca Peyronel – Archeostorie
- Un'esperienza nel kurdistan durante l'offensiva contro daesh
- La situazione a erbil: tra normalità e sicurezza
- Il complesso museale e la collaborazione internazionale
- Le scoperte a helawa e aliawa: un viaggio nel tempo
- L'importanza del lavoro archeologico in un contesto di conflitto
- Archeologia pubblica e la necessità di preservare la memoria
Un'esperienza nel kurdistan durante l'offensiva contro daesh
Luca Peyronel, professore associato di Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente Antico presso l'IULM di Milano, racconta la sua esperienza a Erbil durante l'offensiva contro Daesh nel 2017. La vita era scandita tra casa, sito di scavo e laboratorio, con una forte preoccupazione e la necessità di mantenere la calma. Nonostante la vicinanza della guerra, si percepiva una sensazione di libertà e speranza per il futuro.
La situazione a erbil: tra normalità e sicurezza
Erbil appariva come una città relativamente tranquilla, dove la vita scorreva apparentemente normalmente. Le persone frequentavano bar, ristoranti, cinema e centri commerciali, ma con un'importante presenza di forze di sicurezza. C'era un forte desiderio di superare le paure e le difficoltà legate alla guerra, che aveva dirottato tutte le risorse verso l'esercito. La regione, dopo anni di sviluppo, si trovava ad affrontare le conseguenze del conflitto, con un'economia in stallo.
Il complesso museale e la collaborazione internazionale
Il lavoro di Peyronel si svolgeva all'interno del complesso museale, che ospita il Museo, il Dipartimento delle Antichità e i laboratori delle missioni archeologiche straniere. Oltre alla missione italiana, erano presenti anche missioni francesi, polacca e tedesca, tutte impegnate nello studio della pianura di Erbil. Questa intensa collaborazione scientifica ha favorito lo scambio di idee e la nascita di progetti congiunti, un’esperienza unica e vantaggiosa per tutti i partecipanti.
Le scoperte a helawa e aliawa: un viaggio nel tempo
Le ricerche di quest'anno si sono concentrate sui siti di Helawa e Aliawa. Gli scavi a Helawa hanno rivelato strati del V millennio a.C., periodo della tarda età del Calcolitico, un'epoca cruciale per la formazione delle prime città in Medio Oriente. Il sito, pur non essendo vasto come altri centri mesopotamici, si configura come una sorta di “proto-città” situata in un territorio densamente popolato. A Aliawa, invece, si riscontrano tracce di abitazioni soprattutto a partire dal I millennio a.C.
L'importanza del lavoro archeologico in un contesto di conflitto
La situazione politica precaria del Kurdistan rendeva l'archeologia quasi del tutto sconosciuta fino a pochi anni fa. Le missioni archeologiche si sono spostate in Kurdistan a causa della guerra in Siria, attratte dalla relativa stabilità e dall'importanza storica della regione. Il lavoro di documentazione e protezione del patrimonio culturale assume un’importanza cruciale in un contesto di rischio, prevenendo scavi illegali e distruzioni dovute ai conflitti.
Archeologia pubblica e la necessità di preservare la memoria
L’archeologia, in questo contesto, assume un ruolo di mediazione culturale, volto a sensibilizzare la popolazione locale sull'importanza del passato. È fondamentale proteggere i siti archeologici, preservare i reperti e comunicare i risultati delle ricerche al pubblico. Peyronel sottolinea la necessità di una “archeologia pubblica di base”, che metta al centro la protezione del territorio e la valorizzazione della sua storia, in vista di un futuro di ricostruzione e convivenza.