Archeologo in Kurdistan: un'intervista a Luca Peyronel – Archeostorie
- Un’esperienza nel cuore del kurdistan
- La ricerca archeologica e la missione a erbil
- La vita a erbil durante la guerra
- Collaborazione internazionale e scoperte a helawa e aliawa
- L'importanza della documentazione e della protezione del patrimonio
- Il futuro dell'archeologia nel medio oriente e il ruolo del comunicatore
Un’esperienza nel cuore del kurdistan
L'esperienza di Luca Peyronel a Erbil durante l'offensiva contro Daesh è stata intensa. La guerra era vicina, ma si respirava anche un senso di libertà. Peyronel descrive quel periodo, sottolineando il ruolo cruciale dell'archeologia nel Medio Oriente dilaniato dalla guerra. La vita era scandita da casa, scavo e laboratorio, con una forte preoccupazione e la necessità di mantenere la calma, ascoltando i suoni della guerra che si allontanavano verso Mosul.
La ricerca archeologica e la missione a erbil
Luca Peyronel, professore all'Università IULM di Milano e membro dell'Advisory Board di Archeostorie, dirige una missione archeologica nella pianura di Erbil. Quest'anno ha potuto dedicare un mese e mezzo alla ricerca, rispetto alle sole due settimane dell'anno precedente, a causa delle ragioni di sicurezza. Ha vissuto l'euforia della liberazione dalle forze di Daesh, testimoniando la gioia della popolazione, anche se con la consapevolezza delle difficoltà che sarebbero seguite.
La vita a erbil durante la guerra
Erbil, pur con le sue precauzioni – ingressi sorvegliati e una vita apparentemente normale – era un centro dove si cercava di superare le paure e le difficoltà legate alla guerra. La devozione di risorse all'esercito ha avuto un impatto negativo sull'economia locale, portando a un rallentamento generale. Anche il Museo Archeologico ha dovuto sospendere i suoi piani di espansione, operando in un cantiere.
Collaborazione internazionale e scoperte a helawa e aliawa
Il Museo ospitava il Dipartimento delle Antichità, i laboratori e altre missioni archeologiche straniere, tra cui quelle francese, polacca, tedesca e americana. Questa intensa collaborazione ha portato a nuove idee per progetti congiunti, un'esperienza scientifica unica e vantaggiosa. Le ricerche si sono concentrate sui siti di Helawa e Aliawa, con scoperte sorprendenti di strati risalenti al V millennio a.C. a Helawa, una sorta di “proto-città”.
L'importanza della documentazione e della protezione del patrimonio
Peyronel sottolinea l'importanza di documentare e proteggere il patrimonio culturale in Kurdistan, un’area finora poco conosciuta. Il lavoro delle missioni archeologiche, come la loro, serve a prevenire scavi illegali, l'iconoclastia di gruppi come Daesh e l’erosione della memoria storica. Si cerca di sensibilizzare la popolazione locale sull'importanza del passato, compiendo piccoli ma significativi passi.
Il futuro dell'archeologia nel medio oriente e il ruolo del comunicatore
Il futuro dell'archeologia nel Medio Oriente passa per la protezione dei siti, la conservazione immediata dei reperti e la comunicazione tempestiva dei risultati. È fondamentale difendere i territori da urbanizzazioni selvagge e opere infrastrutturali. Peyronel, nel suo ruolo di archeologo e comunicatore, crede che la divulgazione dei risultati abbia un ruolo etico cruciale, contrastando la distruzione operata da Daesh e trasmettendo valori culturali positivi. La sua esperienza evidenzia l'importanza di un approccio di “archeologia pubblica” che parta dalla protezione del territorio.