L'Archeodromo di Poggibonsi: Archeostorie, Rivista di Archeologia Pubblica

Un esempio di archeologia vivente

L'Archeodromo di Poggibonsi è oggi un punto di riferimento imprescindibile in Italia quando si parla di archeologia pubblica. Questo progetto ambizioso, una fedele ricostruzione di un insediamento dell'Alto Medioevo, attira visitatori da tutta la regione e non solo, comparendo spesso sui media. Francesco Ripanti ha partecipato all'inaugurazione di una nuova abitazione di una famiglia contadina, testimoniando il successo e l'evoluzione continua del sito.

Cos'è un archeodromo?

Il termine “Archeodromo” indica un luogo dove l'archeologia prende vita, permettendo al pubblico di interagire con il passato in maniera scientificamente accurata, attraverso la ricostruzione sperimentale. Si assiste a cerimonie funebri, una longobarda e una franca, che offrono uno spaccato vivido delle pratiche e delle credenze dell'epoca, evidenziando le differenze culturali e sociali.

La ricostruzione: un villaggio del ix secolo

Grazie a un finanziamento di 39.000 euro da parte di Arcus, l'Università di Siena, in collaborazione con il Comune di Poggibonsi e Archeotipo Ltd, sta ricostruendo un villaggio del IX secolo, periodo carolingio. La ricostruzione si basa su scavi effettuati tra gli anni '90 e 2000, che hanno portato alla luce l'insediamento di Podium Bonitii, rivelando anche una frequentazione più antica del sito.

Le strutture ricostruite e gli abitanti

Ad oggi, sono state ricostruite due delle diciassette strutture identificate durante gli scavi: la longhouse, l'abitazione del signore del villaggio (aperta dal 2014), e una capanna di una famiglia contadina. L'area include anche un pollaio, una recinzione, alberi da frutto e ulivi provenienti dal banco del germoplasma della provincia di Siena. Gli abitanti del villaggio sono interpretati da archeologi, ognuno con un nome, un mestiere e abilità specifiche (Razo, il dominus; Teupala, il conciatore; Johannes, il falegname).

Un'attrazione turistica e culturale

L'Archeodromo è diventato un'attrazione di rilievo, attirando circa 20.000 visitatori all'anno, escludendo le scuole. Il progetto ha contribuito ad un aumento del 1,8% del turismo per pernottamento nella Valdelsa e di un 10-11% dei visitatori a Poggibonsi. La collaborazione tra l'Università di Siena e il Comune è fondamentale per la gestione, il finanziamento e lo sviluppo del progetto.

Il futuro: coinvolgimento del pubblico

L'idea di coinvolgere direttamente il pubblico nei lavori di espansione del villaggio e nella ricostruzione della vita quotidiana è un'aspirazione per il futuro. Sotto la supervisione degli archeologi, i visitatori potrebbero diventare protagonisti, assumendo nomi medievali e partecipando attivamente alla vita del villaggio, superando il ruolo di semplici spettatori. Questo rappresenterebbe un'ulteriore evoluzione di un progetto di grande successo.