Il caso del progetto Arles Rodano 3: un esempio di comunicazione del patrimonio sommerso – Archeostorie Journal of Public Archaeology

Introduzione e obiettivi della ricerca

Questo studio si concentra sull'importanza della comunicazione del patrimonio archeologico sommerso, spesso considerato “invisibile” per sua natura. L'articolo analizza le problematiche legate alla divulgazione di questo patrimonio, evidenziando come queste riflettano sfide più ampie nell'ambito dell'archeologia in generale. L'obiettivo principale è sensibilizzare il dibattito sull'archeologia pubblica sull'importanza di coinvolgere le comunità locali e i visitatori nel processo di 'produzione del patrimonio', promuovendo strategie di comunicazione innovative.

Il progetto arles rodano 3: un caso di studio

Il progetto Arles Rodano 3, situato nelle acque torbide e pericolose del fiume Rodano vicino ad Arles, offre un esempio concreto di come strategie di comunicazione efficaci possano raggiungere obiettivi significativi. La scoperta di importanti resti archeologici ha reso impossibile una musealizzazione *in situ*, spingendo verso l'adozione di soluzioni comunicative creative. La ricerca, frutto di un dottorato di tre anni, si basa su studi sul campo e interviste.

Definizione di patrimonio sommerso

Il patrimonio sommerso è definito come una categoria specifica del più ampio concetto di 'patrimonio culturale'. La sua peculiarità non risiede in un valore intrinseco, ma nel fatto di essere stato parzialmente o totalmente sommerso, periodicamente o continuamente. Lo sviluppo di tecniche di immersione con SCUBA negli anni '50 ha segnato una svolta, aprendo la strada alle prime campagne di archeologia subacquea e ponendo l'accento sulla necessità di renderlo accessibile al pubblico.

Il contesto archeologico di arles

Arles, città storica situata sulle rive del Rodano, vanta un ricco patrimonio culturale, legato alla sua storia romana e alla figura di Van Gogh. Il fiume Rodano ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della città, e il suo letto nasconde un'importante testimonianza del passato. Numerosi ritrovamenti casuali, risalenti agli anni '30, e le ricerche della DRASSM a partire dagli anni '80 hanno portato alla luce un vasto deposito di materiali archeologici di diverse epoche.

La scoperta e il recupero dell'arles-rodano 3

La scoperta del relitto dell'Arles-Rodano 3 nel 2004 rappresenta un evento cruciale. Il relitto, quasi completamente ricoperto di sedimenti fluviali, è stato oggetto di studi intensivi fino al 2011, quando è stato rimesso a galla e tagliato in dieci sezioni per essere restaurato ed esposto al Museo Dipartimentale di Arles. La sua eccezionale conservazione (90% dello scafo e delle attrezzature) lo ha reso un Tesoro Nazionale.

Comunicazione e coinvolgimento della comunità

Per presentare il relitto e il suo contesto storico, il museo ha inaugurato una nuova ala appositamente progettata, con una vista sul tratto del Rodano dove è stato ritrovato. Sono stati creati modelli in scala che illustrano sia l'escavazione subacquea che l'utilizzo della chiatta nel commercio fluviale e marittimo. Dal 2008, il museo ha organizzato numerose iniziative, come seminari, visite guidate in barca e la “Rhône Movie Party”, per coinvolgere la comunità locale e sensibilizzare sull'importanza del patrimonio sommerso.

Risultati e impatto

Un sondaggio condotto nel 2014 ha rilevato che il 93% degli abitanti di Arles era a conoscenza dell'esistenza del patrimonio sommerso nel Rodano, dimostrando l'efficacia delle campagne di sensibilizzazione del museo. Questo risultato è particolarmente significativo se confrontato con altri contesti europei. L'esperienza di Arles rappresenta un modello di successo per la comunicazione del patrimonio sommerso e il coinvolgimento attivo della comunità locale.